Etica hacker del lavoro e tempo=denaro?

23 01 2009

1. L’etica hacker del lavoro

Un hacker programma perché trova la cosa di per sé interessante, emozionante e piacevole. L’attività degli hacker è anche qualcosa di giocoso e talvolta questa giocosità si manifesta nella vita di un hacker. Ad esempio Richard Stallman, il guru degli hacker, barbuto e capellone, si presenta agli incontri pubblici con una veste lunga fino ai piedi e scaglia esorcismi contro i programmi commerciali sui PC portategli dai suoi seguaci.

Nel riassumere lo spirito dell’attività hacker, Raymond usa la parola passione, che corrisponde all’uso della parola intrattenimento di Torvalds. La passione nei confronti del lavoro non è un atteggiamento riscontrabile soltanto tra gli hacker (es. mondo accademico).

L’etica hacker del lavoro sfida l’etica protestante del lavoro, la quale colloca il concetto di lavoro come dovere alla base dello spirito capitalistico (idea del dovere professionale). Le tre attitudini base dell’etica del lavoro protestante sono: il lavoro deve essere visto come uno scopo in sé, durante il lavoro si deve fare la propria parte il meglio possibile e il lavoro deve essere considerato come un dovere, a cui adempiere senza discussioni. Se la progenitrice dell’etica hacker del lavoro è l’accademia, quella dell’etica del lavoro protestante è il monastero (regola benedettina). Fu soltanto con la Riforma protestante che questo punto di vista monastico si diffuse nel mondo. Anche la new economy non implica una rottura con il capitalismo descritto da Weber.

Lo scopo della vita

L’etica protestante non verrà improvvisamente rimpiazzata da qualcos’altro, ci vorrà del tempo, come per tutti i cambiamenti culturali. Sia l’etica protestante sia quella hacker sono peculiarità storiche. La Riforma protestante ha cambiato l’atteggiamento nei confronti del lavoro e ha spostato il centro di gravità della vita dalla domenica, giorno di riposo, al venerdì, giorno di lavoro.

La vita appassionata

Per gli hacker lo scopo della vita è più vicino alla domenica che al venerdì, ma essi vogliono realizzare le loro passioni, anche se il loro soddisfacimento potrebbe non essere un gioco divertente in tutti i suoi aspetti. Infatti, appassionata e creativa, l’attività degli hacker comporta anche del duro lavoro.


2. Il tempo è denaro?

“Il tempo è denaro”

Gli hacker hanno una relazione con il tempo libera, ovvero non seguono il solito orario d’ufficio, e prediligono un ritmo di vita individualista. Weber, invece, da’ un particolare senso al tempo e cita lo slogan di Benjamin Franklin: “Il tempo è denaro”. Oggi, perfino unità di tempo molto brevi sono denaro e vi è una tendenza alla compressione del trempo.

Il tempo ottimizzato

Nessuno può evitare di subire le conseguenze di questa ottimizzazione del tempo. La nostra società ed economia dell’informazione è caratterizzata dalla cultura della velocità (“legge dell’accelerazione continua”). Per far fronte all’accelerata competizione tecnoeconomica, le imprese hanno adottato modalità operative più agili. (es. mettendosi in rete, networking).

La venerdizzazione della domenica

Nella società dell’informazione l’ideale ottimizzazione del tempo viene estesa perfino alla vita al di fuori del luogo di lavoro (ammesso che una vita simile esista). Le pressioni ottimizzatrici sulla vita lavorativa o sui venerdì, oggi sono così forti da iniziare ad eliminare l’altro polo dell’etica protestante, la giocosità del tempo libero, ovvero della domenica. Dopo che la vita lavorativa è stata totalmente ottimizzata, l’esigenza di ottimizzazione viene estesa a tutte le altre attività (es. le persone un volta giocavano a tennis, adesso lavorano sul rovescio).

Il tempo flessibile

Oltre all’ottimizzazione del tempo incentrata sul lavoro, l’etica protestante richiede anche un’organizzazione del tempo incentrata sul lavoro. L’autorganizzazione è andata perduta ed è stata rilegata a ciò che resta dopo il lavoro. Le nuove tecnologie dell’informazione non soltanto comprimono il tempo, ma lo rendono anche più flessibile. Con tecnologie come la Rete e il telefono cellulare, si può lavorare dove e quando si vuole, ma la tendenza dominante nell’economia dell’informazione sembra essere rivolta verso una flessibilità che porta al rafforzamento della centralità.

La sabatizzazione del venerdì

Se usiamo la nuova tecnologia per favorire la centralità del lavoro, le tecnologie conducono facilmente a una dissoluzione del confine tra lavoro e tempo libero. Infatti sia l’ottimizzazione che la flessibilità del tempo tendono a far diventare il sabato sempre più simile al venerdì. Ciò, però, non è inevitabile e gli hacker ottimizzano il tempo per avere più spazio per il divertimento (uso del tempo maggiormente autodeterminato). Storicamente, questa libertà di autorganizzazione del tempo ha il suo predecessore nell’accademia.

Il ritmo della creatività

La fonte più importante di produttività dell’economia dell’informazione è la creatività, ma non è possibile creare cose interessanti in condizioni di fretta costante o con un orario d’ufficio.

Secondo gli hacker, il lavoro è una parte importante della nostra vita, ma ci deve essere spazio anche per altre passioni. Gli hacker non fanno propria l’espressione “il tempo è denaro”, ma piuttosto “la vita è mia”.

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