Net Society e Informazione

23 01 2009

6. Lo spirito dell’informazionalismo

Lavoratori auto programmabili

Rimane da comprendere un’ulteriore parte delle netica hacker, individuabile nella relazione con le altre reti che formano la network society, e in modo particolare il network economico che influenza la quotidianità di ogni singolo individuo. Da questo punto di vista alcuni componenti dei gruppi hacker potrebbero sostenere che il concetto di etica hacker venga esteso a temi differenti da quelli consueti. Senza dubbio questa posizione è condivisibile, queste infatti non si possono ritenere come tematiche tipicamente hacker. Ma se però vengono analizzati da una prospettiva sociale questi temi, sostenuti e difesi solo da una minima percentuale di hacker, compongono una parte fondamentale della sfida generale combattuta dall’etica hacker. Ad un primo sguardo si potrebbe affermare come la network society sia una società completamente priva di valori, infatti le imprese che compongono il network sembrano voler adattare i loro valori ad una cultura qualsiasi e intendono mercificare alcuni di questi valori culturali quando a riguardo si presenti un mercato sufficientemente ampio. Allo stesso tempo le culture abbandonano qualsiasi valore tradizionale che ostacola l’attività svolta dalle imprese network e questo per non essere tagliate fuori dall’economia dell’informazione globale. Per questo esistono buone ragioni per sostenere che l’impresa del network viene tenuta assieme dagli stessi sette valori che la filosofia del personal development diffonde ossia: orientamento all’obiettivo, ottimizzazione, flessibilità, stabilità, laboriosità, economia e verificabilità dei risultati. In misura sempre più consistente questi valori sembrano sempre più orientare il comportamento degli stati e per questo possono essere considerati come incarnazioni dello spirito dominante di tutta la network society. L’influenza di questo spirito che guida le imprese e gli stati non deve essere assolutamente considerato come sorprendente, dal momento che gli stessi stati nazionali hanno trasferito parte dei loro poteri a network di stati come quelli costituiti dall’Unione europea, dal North America Free Trade Agreement o dall’Asia Pacific Economic Cooperation e questo per permettere un più stretto adeguamento dell’economia dell’informazione, all’interno di un’ottica in cui le azioni degli stati sono sempre più governate da fini di tipo economico. Si può inoltre affermare come questi sette valori abbiano anche una gerarchia interna: il denaro è il valore supremo della filosofia che domina la network society e tutti gli altri valori sostengono la realizzazione di questo scopo. Fra tutti gli altri valori il lavoro continua ad occupare una posizione importante. L’ottimizzazione, la flessibilità, la determinazione e la misurabilità dei risultati devono essere visti come conseguenze dell’adattamento del capitalismo a produrre denaro in una nuova situazione tecnologica. Per tanto si può considerare come gli eccedenti valori del vecchio capitalismo, introdotti dalla sopraggiunta economia dell’informazione, sono principalmente destinati a garantire la continuità del vecchio scopo, ossia il fare denaro. Da questa prospettiva si può dunque arrivare a comprendere come il sistema di valori sostenuto dal personal development funzioni così bene per i lavoratori di successo delle imprese network proprio perché esso non è altro che un’applicazione dei valori delle imprese alla vita delle persone. Quindi gli ideali di un’impresa del network o di una persona e quelli di un computer o di un network sono effettivamente gli stessi. Per questo si può parlare di spirito dell’informazionalismo, in riferimento alla nuova base tecnologica della nostra società, specialmente per quanto concerne le reti informatiche. Dunque sia l’impresa, sia lo stato network che le persone che praticano il personal development applicano su di loro le metafore informazionaliste del computer e del network. E proprio questo è ciò che rende discutibili il personal development e lo stesso spirito dominante della network society, il problema di fondo non è che questo tipo di valori non permetta il raggiungimento degli obiettivi ma che cosa all’interno di queste società significhi “essere umani”. L’individuo viene trattato come un computer, attribuendogli abitudini mentali che possono essere sempre riprogrammate in modo migliore.

L’etica del network

Fra i sette valori del personal development la stabilità può essere considerata come il valore più vicino ai vecchi valori etici. Un network si può considerare stabile quando non collassa e riesce a concludere le attività direttamente al suo interno. Seguendo questa prospettiva si è diffuso l’ideale di una società stabile, la quale non interferisce con il funzionamento dei mercati finanziari che compongono la rete globale informatica. La logica di funzionamento della Rete richiede una costante ottimizzazione tramite la connessione e la disconnessione delle risorse in base alle necessità. L’unica complicazione si rintraccia nel mantenimento stabile della Rete. Questo significa che risulta complicato realizzare tutto ciò senza allo stesso tempo rimpiazzare l’etica con una filosofia della sopravvivenza. Le imprese ottimizzano le loro reti allo scopo di sopravvivere alla competizione economica, e quelle che non riescono a tenere il passo vengono tagliate fuori dai network. I network per tanto nel corso del tempo arrivano ad incorporare soltanto le elitè dell’informazione. Proprio per combattere tale logica dei networking esclusivi, alcuni hacker sostengono un networking inclusivo. A tale scopo opera Internet Society, l’istituzione hacker collocate nel cuore dello sviluppo della Rete. La sua etica si può riassumere nel seguente principio: “Nessuna discriminazione nell’uso di Internet sulla base di razza, colore, genere, linguaggio, religione, opinioni politiche o di altro tipo, origini nazionali o sociali, proprietà, censo o altre condizioni sociali. L’Internet Society sostiene la diffusione della Rete e l’insegnamento delle competenze del network a tutti coloro che sono stati tagliati fuori dallo sviluppo, dalle imprese e dai governi. Questo è senza dubbio un compito enorme poiché attualmente soltanto un cinque per cento della popolazione mondiale ha l’accesso alla Rete, e la metà della popolazione adulta non ha mai nemmeno utilizzato un telefono. Dal punto di vista pratico l’attività condotta fino a questo momento dagli hacker non ha prodotto molto. Il NetDay, un giorno celebrato ogni anno da alcuni hacker per ricordare e rimarcare questo impegno, è un simbolo importante dell’ideale di prendersi cura di tutti come fine in sé e non soltanto nel nome della stabilità. Senza dubbio il solo networking tecnico non sarà sufficiente per rendere giusta la società, ma si deve considerare come un prerequisito indispensabile per raggiungere il fine dell’equità a livello di network economici, ossia sul piano della relazione del lavoratore con l’impresa.

Essere responsabili

La logica del network e del computer induce ad alienarsi dal senso di responsabilità diretto, il quale risulta a sua volta essere la base di ogni comportamento etico. Si ha per tanto sempre più la necessità di una modalità di pensiero che si faccia carico delle sfide lanciate al senso di responsabilità all’interno della società dell’informazione e questa modalità di pensiero può trovare origine nella mentalità hacker.

I sette valori dell’etica hacker

Si è dunque visto come i sette valori della network society e dell’etica protestante sono denaro, lavoro, ottimizzazione, flessibilità stabilità, determinazione e misurabilità dei risultati. A questo punto è possibile riassumere i sette valori dell’etica hacker che occupano un ruolo fondamentale nella costituzione della nostra società e che rappresentano una sfida alternativa allo spirito che sta alla base dell’informazionalismo.

Risulta però importante ricordare che solo una parte degli hacker condividono tutti e sette i valori per intero.

Il primo valore guida nella vita degli hacker risulta essere la passione, ossia un’attività di per sé interessante che stimola l’hacker facendolo divertire mentre svolge la sua occupazione. Secondo valore è la libertà. Gli hacker, infatti, programmano le loro vite non rispettando gli schemi imposti da una vita lavorativa routinaria e ottimizzata in modo costante, ma seguendo il flusso dinamico che si crea tra il lavoro creativo e le altre passioni della vita, nel cui corso rimane sempre uno spazio riservato al gioco. L’etica del lavoro degli hacker senza dubbio consiste nel mescolare la passione con la libertà e questo aspetto dell’etica hacker è senza dubbio da considerarsi come il più influente. All’interno dell’etica del denaro hacker quello che più impressiona è che molti hacker seguono l’hacking originario, nel senso che non considerano il denaro come un valore in se, ma motivano la proprie azioni con gli obiettivi del valore sociale e dell’apertura. Questi hacker vogliono portare a realizzazione la loro passione assieme agli altri e vogliono creare qualcosa di valore per la loro comunità ed essere per questo riconosciuti dai loro pari. Permettono inoltre che i risultati raggiunti attraverso la loro attività vengano usati, provati da chiunque, in modo che tutti possano acquisire nuova conoscenza dagli altri. Anche se la maggior parte del bagaglio tecnologico della nostra società dell’informazione è stato ottenuto all’interno di un contesto capitalistico tradizionale, una parte fondamentale di esso non esisterebbe senza l’azione di condivisione degli hacker.

Un terzo aspetto dell’etica hacker è l’attitudine nei confronti dei network, ossia la netica, contraddistinta dai valori dell’attività e della responsabilità. L’attività all’interno di questo contesto comprende la fattiva e completa libertà di espressone, la privacy per proteggere la creazione di uno stile di vita individuale e il rifiuto di una ricezione passiva a favore del raggiungimento attivo della propria passione. In questo caso responsabilità significa preoccuparsi per gli altri come scopo in sé e implica il desiderio di liberare la network society dalla mentalità della sopravivenza che emerge dalla sua logica di funzionamento. Fa parte di questo tipo di approccio anche l’obiettivo di far partecipare tutti al network, di sentire la responsabilità per i risvolti che possono emergere a lungo termine dalla network society e di aiutare direttamente coloro che sono stati lasciati ai margini della sopravvivenza. Queste sono sfide tutte aperte e rimane da vedere se in questo caso gli hacker possano esercitare un’influenza profonda come quella che hanno avuto sugli altri due livelli.

Un hacker che agisce su tutti e tre questi livelli seguendo l’etica che gli è propria, la quale è composta da lavoro, denaro, netica, ottiene il massimo rispetto da parte della comunità. Nel caso in cui riesca a rispettare il settimo ed ultimo valore ottiene una vera e propria consacrazione. In tutto questo la creatività occupa un ruolo fondamentale, attraverso l’uso immaginativo delle proprie capacità, il continuo sorprendente superarsi. Il donare al mondo un nuovo contributo risulta per questo possedere un reale valore.

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